
Max Pescatori
Nasce in provincia di Milano nel 1971 e lavora fin da ragazzo presso un supermercato della zona come addetto alle vendite, incrementando le proprie entrate con recensioni che scriveva per una rivista specializzata, sui videogames. Che il gioco avesse rivestito un ruolo fondamentale nel suo futuro, forse lo si poteva comprendere già dal fatto che a soli undici anni riesce a condurre il padre sul podio di un torneo di scopa. Al torneo di scopa faranno seguito le vittorie nelle sedute di ramino che Max organizzava in famiglia durante le feste; prenderà poi ad organizzare trasferte con gli amici presso il Casinò di Campione; ogni tanto si concede qualche scommessa all’ippodromo o al biliardo.
Fino a quì tutto liscio, fino alla scoperta ed allo sbocciato amore per il Texas Hold’em: da questo momento tutto il resto non sarà più sufficiente a pacare la sua voglia di gioco e più ampi progetti cominciano a farsi strada nella sua mente.
Progetti che diventano realtà nell’arco di non molto tempo, giacchè Max Pescatori, forte di un inglese scolastico, decide di trasferirsi a Las Vegas per andare a frequentare una scuola per croupier e poter così imparare un mestiere che più si avvicina alla sua grande passione. Nonostante il parere avverso dei genitori, la scelta è presa. Lascia il lavoro, intasca la liquidazione, vende la propria automobile e compra un biglietto aereo con direzione Nevada.
A Las Vegas prende a frequentare il corso da croupier e la sua attenzione sarà presa, durante le lezioni, soprattutto dalla voglia di acquisire dimistichezza e conoscenza delle probabilità di tutti i giochi.
Max è solito pranzare presso un ristorante sito di fronte all’appartamento in cui vive, di proprietà di un certo Walter Farina nome che ricorderà sicuramente qualcosa agli appassionati di poker; Walter infatti è stato il primo italiano a vincere un braccialetto alle WSOP e già allora era un giocatore professionista da 15 anni. Farina insegnerà a Max l’importanza dell’aspetto psicologico nel poker all’americana e lo guiderà dagli iniziali fallimenti al Seven Card Stud, ai piccoli tavoli di Texas Hold’em da 4-8, fino alla realizzazione dei primi guadagni ed alla prima concretizzazione di quanto fino a quel momento era per Max Pescatori solo un sogno: diventare un professionista del poker.
Nel 2002, il destino ha in serbo un secondo fondamentale incontro per la carriera di Max. Si tratta ancora una volta di un connazionale, per essere precisi della moglie del connazionale Marco Traniello, che diverrà poi la giocatrice di poker più forte al mondo. Jennifer che già a quei tempi giocava cifre ritenute impensabili, invita Max a sedere dietro di lei nei tavoli del Bellagio, nei quali all’epoca giocava con bui di 4,000-8.000$ mentre Max Pescatori non aveva mai provato cosa significasse andare oltre i $ 160 di Big Blind. Impara in tal modo i segreti del gioco, ancora una volta soprattutto quelli relativi al lato psicologico e nell’arco di sei mesi, un ulteriore salto di qualità può ritenersi compiuto. Max Pescatori, difatti, prenderà a dominare al Bellagio la partita giornaliera 80-160.
Numerosi i noti successi ottenuti, tra i quali spiccano il braccialetto alle WSOP 2006 per l’evento $ 2.500 No-Limit Hold’em, che poi bisserà nel WSOP 2008 nell’evento di Pot-Limit Holdem/Omaha con buy-in di 2.500$. ; nel 2007 Max vince il Main Event da 1.000€ + 100€ di buy-in, della prima tappa del Campionato Italiano di Sanremo.
Nella sua carriera si calcola che avesse vinto quasi $ 2.000.000!
Originally posted 2009-12-15 22:01:33. Republished by Blog Post Promoter


Dario Alioto nasce a Palermo nel 1984 ed al termine delle scuole superiori si trasferisce a Budapest per dedicarsi agli studi di farmacia. Tuttavia il suo percorso universitario non avrà vita lunga, giacchè riuscirà a conciliarlo con la pratica del poker soltanto per un paio di mesi, decidendo poi di dedicarsi esclusivamente al gioco. Giocherà per un pò di tempo in Ungheria, ma la scelta di tornarsene in Italia per dedicarsi al poker online era ormai presa.



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